Arti e mestieri

Pilota

 

Il pilota e’ l'esperto locale di un porto commerciale, ed offre il servizio di sicurezza durante la fase di navigazione in acque portuali.
I piloti salgono a bordo delle navi in arrivo ed in partenza per coadiuvare il comandante nelle manovre di attracco o partenza, offrendo non solo le loro conoscenze delle pratiche operative del porto, ma anche delle condizioni meteomarittime locali. Il servizio di pilotaggio e’ infatti un servizio pubblico che viene erogato dai piloti 365 giorni all'anno e con qualsiasi condizione atmosferica.

Il Codice della navigazione stabilisce l’obbligatorieta’ del servizio di pilotaggio per le navi che manovrano in particolari zone, come fiumi, porti, stretti, e in determinate condizioni come la presenza di nebbia. In altre zone il servizio di pilotaggio puo’ essere richiesto o meno dai comandanti per la manovra di atterraggio, la piu’ complessa perche’ condizionata da spazi ristretti, spesso aggravata da traffico, carichi pericolosi, condizioni meteo marittime avverse.

Il mestiere di pilota e’ antico quanto lo sono i porti, e negli anni si e’ evoluto non solo per i mezzi utilizzati, sia marittimi che di comunicazione, ma anche per l’intensificarsi del traffico commerciale e per le sempre piu’ pressanti considerazioni economiche legate alla tempistica di sbarco e partenza delle navi che trasportano merci e persone.

In Cuore di Tenebra Joseph Conrad, uomo di mare oltre che grande scrittore, da’ una definizione indiretta del ruolo del pilota, scrivendo: “Il Direttore di Compagnie era nostro ospite e capitano. Noi quattro lo osservavamo affettuosamente mentre, ritto a prua e dandoci le spalle, guardava verso il mare. Su tutto il fiume non c’era nulla che avesse un aspetto tanto marinaresco. Faceva pensare a un pilota: il che, per un uomo di mare, è la fiducia personificata”. Oltre alle definizioni romantiche, la normativa italiana da’ precise indicazioni per la formazione, la preparazione e le competenze che un pilota di porto deve avere. I compiti e le responsabilita’ dei piloti sono descritti nello stesso Codice della Navigazione, e sono istitutiti appositi iter per ottenere i titoli che abilitano alla professione attraverso una dura selezione. Ma come in ogni mestiere, e forse ancora di piu’, sono la pratica e l’esperienza maturata sul campo a dare a un pilota di porto le competenze di cui necessita. A sottolineare questa caratteristica, la traduzione in lingua spagnola del termine “pilota portuale” e’ “pratico”.

Si pensi alle operazioni di imbarco e sbarco del pilota, ovvero al suo trasferimento dalla pilotina alla nave e viceversa: quando devono essere effettuate in condizioni di mare agitato, e in presenza vento e corrente, il pilota deve possedere doti atletiche e coraggio oltre alla conoscenze tecniche. La pilotina trasporta il pilota dal porto alla nave e dalla nave al porto; dalla pilotina il pilota deve passare sulla nave, salendo (e scendendo) sulla biscaglina , spesso con oscillazioni in altezza di metri dovute al moto ondoso.

E’ fondamentale che il pilota conosca tutti gli elementi fisici caratterizzanti il porto – correnti, fondali – e gli elementi atmosferici dominanti – venti, maree. Un buon pilota deve ovviamente conoscere alla perfezione le precedenze in porto e inoltre essere in grado di padroneggiare le manovre di navi diverse tra loro – motonavi, a turbina, etc. Il pilota deve inoltre coordinarsi con gli altri servizi di manovra, i rimorchiatori e gli  ormeggiatori.

Un pilota deve necessariamente conoscere l’inglese, almeno nella forma standardizzata per le comunicazioni marittime (Maritime English & Standard Marine Communication Phrases – SMCP), ed essere in grado di interfacciarsi con i membri degli equipaggi delle navi che pilota, di qualsiasi provenienza e grado.

Sempre di piu’, inoltre sono richieste capacita’ di manovrare mezzi complessi, di saper utilizzare sistemi di telecomunicazione e, per i piloti che operano dalle torri di controllo, standard elevati di cultura navale e gestione delle operazioni di traffico. Mentre nel passato i piloti utilizzavano veloci imbarcazioni a vela – i cutter – per avvicinarsi alle navi, oggi e’ la pilotina il mezzo piu’ famoso e riconoscibile in ogni porto, con la lettera H bene in vista, ma sono molti i porti in cui il pilota viene trasportato a bordo con un elicottero. Questa evoluzione e’ dovuta non solo alle possibilita’ offerte dalla tecnica, ma anche alla necessita’ di velocizzare quanto piu’ possibile la circolazione delle navi che trasportano merci, ottimizzando l’equilibrio tra velocita’ e sicurezza.




Un video che mostra come operano i piloti del porto di Genova (a cura di Genoa Municipality)